Quebec: l’infrastruttura dell’estremo nord sarà ampliata
La provincia canadese del Quebec progetta un vasto ampliamento infrastrutturale nelle regioni settentrionali scarsamente popolate, ma molto ricche di materie prime. 80 miliardi di dollari saranno investiti fino al 2025 nell’ambito del cosiddetto “Plan Nord”.
Un terzo dei fondi complessivi, ossia 25 miliardi, saranno impiegati nella prima fase (fino al 2016) per sviluppare la tecnica energetica. Le forze idriche saranno potenziate di 3’000 megawatt, la produzione di energia eolica sarà ampliata di 200 MW e si ricorrerà anche alle ulteriori fonti di energia rinnovabile (200 MW).
Un’altra priorità del “Plan Nord” è l’attività mineraria: undici progetti per complessivamente 9 miliardi saranno lanciati nei prossimi anni. Nichel, cobalto, platino, zinco, ferro, oro, uranio, diamanti e, infine, i metalli delle terre rare, molto richiesti dall’industria hightech, abbondano nel nord del Quebec.
Per sfruttare questo alto potenziale, occorrono nuove mine e impianti moderni per l’attività mineraria, ma anche un’infrastruttura di trasporto che copra il territorio settentrionale e lo colleghi al resto del paese. La prima fase (fino al 2016) prevede la realizzazione dei seguenti progetti:
- estendere la rete autostradale e/o ferroviaria, da nodi importanti o da costruire al nord verso le metropoli del sud;
- risanare e modernizzare i 46 aeroporti esistenti;
- costruire un porto in acque profonde.
Importanti investimenti sono previsti anche nel settore delle telecomunicazioni, nell’infrastruttura turistica e nella protezione ambientale (foreste, fauna e biodiversità).
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