La Francia investe negli impianti eolici in alto mare
Parigi intende costruire cinque parchi eolici off-shore.
Si mira a realizzare 600 turbine eoliche lungo la Manica e la costa nord-occidentale, per una potenza totale di 3’000 megawatt. Il volume d’investimenti è stimato in 10,5 miliardi di euroNome della moneta unica dell’Unione europea (UE), che per il momento è stata adottata da 17 dei 27 Stati membri. I seguenti Paesi non fanno parte della zona euro e continuano a usare la loro moneta: Bulgaria, Danimarca, Lettonia, Lituania, Polonia, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Svezia e Ungheria.
Alcuni paesi confinanti con l’UE, così come diverse ex-colonie di Stati membri, usano l’euro come moneta ufficiale oppure per scopi pratici. È il caso, per esempio, di Andorra, Montenegro, Kosovo, San Marino e il Vaticano.
L’euro esiste come moneta scritturale dal 1° gennaio 1999; da questa data, i tassi di cambio delle monete nazionali sono fissi e immodificabili tra loro e rispetto all’euro. Le banconote e le monete euro sono state introdotte il1° gennaio 2002.
L’euro è stato realizzato nell’ambito della cosiddetta Unione Economica e Monetaria (UEM), cui possono partecipare solo Stati membri dell’UE che rispondono a determinati criteri di convergenza (noti anche come parametri di Maastricht). Tali criteri riguardano la stabilità dei prezzi, i tassi di cambio, il debito pubblico e la partecipazione al Sistema Monetario Europeo (SME: si tratta di un sistema per la stabilizzazione dei tassi di cambio delle monete dei Paesi UE). Il loro rispetto è controllato periodicamente nel quadro di un meccanismo per la coordinazione e il monitoraggio delle politiche economiche nazionali. L’intento è di garantire la stabilità dei prezzi negli Stati che hanno aderito all’UEM. Anche la Banca Centrale Europea, che dall’introduzione dell’euro è competente per il controllo e per la politica monetaria, è tenuta a raggiungere questo obiettivo.. Le prime centrali elettriche saranno allacciate alla rete nel 2015. Le capacità saranno aumentate a 6’000 megawatt entro il 2020.
Questo progetto si traduce in un nuovo ramo industriale con possibilità commerciali molto interessanti per i produttori e i subfornitori del settore. Gli esperti stimano che il programma off-shore francese creerà nuove opportunità d’affari per 200 imprese sin dalla prima fase. La maggioranza di queste aziende hanno unito le forze in vista degli appalti annunciati, creando potenti consorzi.
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