L’Israele aumenta l’imposta sulle società e riduce i dazi per i beni di consumo

In autunno, sulla scia delle agitazioni sociali, l’Israele ha approvato una serie di misure fiscali e doganali volte a una distribuzione più giusta ed equa dei beni nel Paese.
I provvedimenti comprendono:
- l’aumento dell’imposta sulle società dal 24% al 25% (prima si prospettava un calo al 23%);
- l’incremento dell’imposta sugli utili del capitale dal 20% al 25%, per gli azionisti di maggioranza dal 25% al 30%;
- l’aumento di 2% dell’aliquota sui redditi alti (a partire da 250’000 franchi).
Le misure entrano in vigore il 1° gennaio 2012. Secondo quanto comunicato dal governo, le aliquote saranno riviste entro due anni: si presume quindi che l’inasprimento fiscale sia una misura temporanea.
Inoltre, i dazi doganali saranno ridotti del 50% oppure eliminati completamente entro il 2014. Il calo andrà a beneficio soprattutto dei beni di consumo che la produzione interna non è in grado di offrire, oppure non può fornire nelle quantità e qualità necessarie.
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