Indicatore export delle PMI nel 1° trimestre 2012: si fissa a un livello basso

Il clima export delle PMI svizzere non ha subito modifiche nel corso del trimestre. I fattori positivi, come il cambio franco-euro issato dalla Banca nazionale e le misure a favore degli Stati indebitati della zona euro, sono bilanciati da quelli negativi, quali la forte incertezza riguardo allo sviluppo congiunturale internazionale. Di conseguenza, gli indici degli indicatori export delle PMI di Credit Suisse e Osec si sono stabilizzati a un livello basso.

Il barometro delle esportazioni di Credit Suisse, che rileva la domanda estera di prodotti svizzeri, registra il valore di -0.63 per il 1° trimestre 2012. Cala quindi nuovamente rispetto al 4° trimestre 2011, ma rimane superiore alla soglia di crescita fissata a -1. Inoltre, ai margini dei dati correnti si delinea un lieve aumento. Lo sviluppo nei prossimi mesi dimostrerà se lo si può interpretare come una svolta nella congiuntura internazionale e, di conseguenza, nelle prospettive di export.

 

Fonte: Administration fédérale des douanes, OCDEOrganizzazione internazionale per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico a cui appartengono i 30 Paesi più industrializzati, tra cui la Svizzera. L'OCSE (o OECD, Organization for Economic Cooperation and Development) è l'erede della OECE fondata nel 1948 (Organizzazione Europea per la Cooperazione Economica) che aveva il compito di occuparsi della ricostruzione dell'Europa dopo la guerra e di impiegare e distribuire i mezzi derivanti dal piano Marshall.

Gli obiettivi dell'OCSE sono; (1) la promozione sostenibile della crescita economica; (2) maggiore occupazione; (3) il miglioramento degli standard di vita; (4) garanzia della stabilità finanziaria; (5) supporto nello sviluppo di altri Paesi; (6) contributo alla crescita del commercio globale.

L’organizzazione suddivide le proprie competenze con altri 100 Paesi ed economie statali. Nel corso dell’anno si tengono delle riunioni durante le quali vengono elaborate misure e scambiate idee. Nel 2007 l’OCSE ha avviato delle trattative di adesione con Cile, Estonia, Russia e Slovenia. Il suo budget è pari a 320 milioni di euro (2009).

L’OCSE sostiene gli Stati membri in ambito fiscale e di politica fiscale nel processo di adeguamento del proprio sistema alle condizioni dell’economia globalizzata. Ai fini di una migliore coordinazione della fiscalità internazionale, l’OCSE ha elaborato il cosiddetto modello di convenzione OCSE inteso a evitare la doppia imposizione.

L'organo decisionale dell'OCSE è il suo Consiglio, che si compone dei rappresentanti di tutti gli Stati membri. Il Consiglio elegge un comitato esecutivo formato da 14 membri ed istituisce comitati secondari e gruppi di lavoro specializzati che si occupano di tutti i settori di attività statali con l'eccezione di guerra, religione e sport. Il Segretario Generale presiede il settore amministrativo. La sede dell'OCSE è a Parigi.
, Datastream, Credit Suisse Economic Research

Le prospettive di export delle PMI espresse all’Osec registrano un clima export invariato: il valore attuale è di 49,5 punti contro i 49,7 nel trimestre precedente. Questa cifra è il risultato del clima export delle PMI per il 1° trimestre 2012 e delle esportazioni effettive nel trimestre precedente. Su una scala da 0 a 100, i valori inferiori a 50 segnalano un calo del commercio estero. Dopo la continua diminuzione nel 2011, da 70,6 nel 1° trimestre a meno di 50 nel 4°, l’indice si è stabilizzato a questo basso livello. Il 30% delle PMI interpellate dall’Osec sulle prospettive di export prevede una crescita delle esportazioni, contro il 32% nel trimestre precedente. Un anno fa, il 58% delle PMI si diceva ottimista.

Fonte: Résultats de sondages réalisés auprès d’un panel de plus de 200 PME suisses

Situazione eterogenea per settori

Secondo il barometro delle esportazioni di Credit Suisse, le prospettive dell’industria metallurgica nonché quelle dell’elettronica e degli strumenti di precisione sono leggermente superiori alla media, mentre la carta e la chimica prevedono livelli lievemente inferiori.

Le prospettive di export delle PMI espresse all’Osec risultano più variate: la carta, gli strumenti di precisione e i servizi si attendono una crescita solida delle esportazioni, le imprese attive negli altri settori prevedono invece un calo. Il clima rimane particolarmente negativo nell’elettrotecnica e molto pessimista nella meccanica.

Fonte: Perspectives export des PME de l'Osec

Le imprese che si attendono esportazioni in aumento nei prossimi mesi, le attribuiscono all’innovazione dei prodotti (55% delle risposte fornite, risposte multiple possibili) e a un marketing rafforzato (43%). Il fattore innovazione risulta particolarmente rafforzato rispetto ai trimestri precedenti. Le PMI che temono un calo delle vendite all’estero, lo ascrivono al rallentamento congiunturale: il 65% cita questo fattore, contro il 53% nel trimestre precedente e solo il 22% un anno fa.

L’Europa rimane il mercato principale

Secondo il barometro delle esportazioni di Credit Suisse, gli impulsi di crescita dovrebbero provenire soprattutto dagli USA nonché da alcuni paesi emergenti quali l’India o la Turchia. Ci si aspetta solo un debole sviluppo o una stagnazione nei mercati europei.

Malgrado l’apprezzamento del franco e la crisi dell’euro, l’Europa rimane il mercato principale del commercio estero svizzero. Il 90% delle PMI interpellate dall’Osec intende esportarvi i loro prodotti nei prossimi sei mesi, contro il 91% nel trimestre precedente (risposte multiple possibili) e solo il 77% nel 2011. Il  55% delle PMI svizzere esporterà verso le regioni dell’Asia/Pacifico nel prossimo semestre (periodo precedente: 49%), mentre il 39% prediligerà l’America del Nord, il 31% preferirà il Medio Oriente/Africa e il 23% l’America Latina.

Fonte: Perspectives export des PME de l'Osec

Il franco forte continua a preoccupare le PMI
Il 70% delle PMI interpellate dall’Osec prevede un rallentamento della crescita dell’export dovuta all’apprezzamento del franco, contro il 73% nel trimestre precedente e solo il 58% un anno fa. I rami più sofferenti sono la meccanica (l’84% teme conseguenze negative), la metallurgia (82%) e i beni di consumo (77%). Il settore dei servizi è meno influenzato dal cambio (52%).

Il franco forte ha influito negativamente sui margini di vendita del 79% degli interpellati, in calo rispetto al trimestre precedente (83%). La pressione sui margini è particolarmente forte nei rami metallurgia (100%), chimica/farmaceutica (91%) ed elettrotecnica (88%). Il 21% delle PMI, che non temono un’influenza negativa sui margini di profitto, ha fatto valere prezzi più alti, diminuito i costi di produzione oppure si è assicurato contro le oscillazioni del cambio.

Metodologia

L’indicatore export è stato sviluppato da Osec e Credit Suisse (CS). I punti forti di entrambi i partner si uniscono per lanciare la nuova unità di misurazione: l’Osec dispone della necessaria vicinanza alle PMI, il CS di un barometro già esistente. L’Osec registra i dati rilevanti sul commercio estero mediante un sondaggio effettuato regolarmente su un gruppo fisso di PMI svizzere rappresentative ed evince così le prospettive di export delle PMI.

Metodologia delle prospettive di export delle PMI espresse all’Osec
Il concetto alla base del calcolo delle prospettive di export delle PMI espresse all’Osec è semplice: le PMI indicano se prevedono una crescita, una stagnazione o un calo delle loro esportazioni nel trimestre corrente e nel prossimo. Per sottolineare il carattere di pronostico dell’indicatore, l’attività di commercio estero prevista per il trimestre successivo vale il 60%, mentre l’attività nel trimestre corrente vale il 40%. L’indicatore delle esportazioni delle PMI può raggiungere valori compresi tra 0 e 100: valori tra 0 e 50 indicano un calo dell’export, mentre i valori tra 50 e 100 significano una crescita. Il calcolo di questo indicatore dell’Osec si basa su una procedura sviluppata in collaborazione con BAK Basel e garantisce la massima eloquenza possibile.

Le prospettive di export delle PMI si basano sui sondaggi trimestrali di un gruppo fisso di oltre 200 PMI svizzere che rappresentano i rami farmaceutica/chimica, metalmeccanica, beni di consumo, metalli, carta, elettrotecnica, strumenti di precisione e servizi. L’Osec ha interpellato oltre 6'000 PMI svizzere registrate nella sua banca dati, di cui 240 si sono dichiarate disponibili a partecipare trimestralmente al sondaggio online. Un minimo di 30 PMI è stato scelto per ogni ramo al fine di centrare l’obiettivo rappresentativo.

Gli interpellati forniscono inoltre ulteriori informazioni, per esempio sui motivi della variazione dei loro volumi d’esportazione, sui mercati di export, ecc. Queste indicazioni forniscono un’immagine eloquente delle attività di commercio estero delle PMI svizzere.

Metodologia del barometro delle esportazioni di Credit Suisse

Il barometro delle esportazioni di Credit Suisse utilizza la dipendenza delle esportazioni svizzere dalla domanda sui mercati d’esportazione esteri. Raggruppa gli indicatori precursori rilevanti (gli "Industrial Confidence Indicators”) per i 28 principali mercanti acquirenti. Questi indicatori sono registrati mensilmente dall’OCSE e evidenziano il decorso della congiuntura industriale con un orizzonte di pronostico di circa uno fino a due trimestri. I valori sono confrontati con la quota di export dei singoli paesi e raccolti in un unico indicatore. Il barometro delle esportazioni è indicato in scarti medi poiché si tratta di valori standard. La linea zero corrisponde alla crescita media a lungo termine delle esportazioni svizzere del 4,8% dal 1985. La soglia di crescita si situa pertanto sotto la linea zero a circa -1.

Il grafico riportato di seguito sottolinea il carattere di pronostico del barometro delle esportazioni di Credit Suisse: la correlazione tra la crescita dell’export (media variabile su 6 mesi) e il barometro con un precursore di un trimestre ammonta a ben 0,82. Oltre alle previsioni sulla totalità delle esportazioni, il barometro permette anche previsioni specifiche per singoli rami o regioni.

Per informazioni dettagliate: Credit Suisse (2009), Commercio estero in Svizzera – fatti e tendenze, Swiss Issues Settori, disponibile su: www.credit-suisse.com/research

Partecipare

L’indicatore export delle PMI è unico nel suo genere nel panorama del commercio estero svizzero. La vostra partecipazione è determinante per garantire la rappresentatività della statistica.

Partecipate al maggior indice svizzero delle tendenze delle PMI
Iscrivetevi ora al sondaggio online delle prospettive di export espresse dalle PMI all’Osec: occorrono solo 5 minuti per rispondere alle domande poste. Riceverete ogni trimestre il link al sondaggio per e-mail. Le vostre indicazioni avranno naturalmente carattere strettamente confidenziale. Partecipare I sondaggi alla base dell’indicatore export delle PMI sono effettuati presso un gruppo fisso di PMI. Esso sarà rinnovato regolarmente.

Il sondaggio è svolto da Dynamics Group su incarico dell’Osec. Alexandre Müller è a disposizione per ogni domanda sulle prospettive di export espresse dalle PMI all’Osec:

Alexandre Müller
Partner
Dynamics Group AG
Telefono : 043 268 32 31
amu@dynamicsgroup.ch 

Barometro delle esportazioni di Credit Suisse

Informazioni dettagliate sul barometro delle esportazioni di Credit Suisse sono disponibili qui: Credit Suisse (2012), Commercio estero in Svizzera – fatti e tendenze, Swiss Issues Settori, disponibile su: ‹www.credit-suisse.com/research›  

Bettina Rutschi è a disposizione per ogni domanda sul barometro delle esportazioni di Credit Suisse:

Bettina Rutschi
Credit Suisse Economic Research
Tel. +41 44 334 39 38
bettina.rutschi@credit-suisse.com
 

 

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