Indicatore export delle PMI nel 2° trimestre 2012: ritorna l’ottimismo

Il clima export delle PMI svizzere è migliorato nettamente nel corso del trimestre. Lo sviluppo dell’economia mondiale rimane incerto, ma la maggioranza dei rami d’esportazione svizzeri sono posizionati in modo da poter trarre beneficio dalla crescente domanda estera. Le preoccupazioni sull’apprezzamento del franco sono diminuite rispetto ai mesi precedenti. Queste sono le principali conclusioni tratte dagli indicatori export di Credit Suisse e Osec.

Il barometro delle esportazioni di Credit Suisse, che rileva la domanda estera di prodotti svizzeri, registra il valore di -0,33 per il 2° trimestre 2012. Risulta quindi in progressione rispetto al 1° trimestre e nettamente superiore alla soglia di crescita fissata a -1. Tuttavia, un leggero calo si è delineato nelle ultime settimane. Lo sviluppo nei prossimi mesi dimostrerà se la recente fase di accelerazione sta già rallentando. Tutto sommato, le prospettive di crescita rimangono positive.

 

Fonte: Administration fédérale des douanes, OCDEOrganizzazione internazionale per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico a cui appartengono i 30 Paesi più industrializzati, tra cui la Svizzera. L'OCSE (o OECD, Organization for Economic Cooperation and Development) è l'erede della OECE fondata nel 1948 (Organizzazione Europea per la Cooperazione Economica) che aveva il compito di occuparsi della ricostruzione dell'Europa dopo la guerra e di impiegare e distribuire i mezzi derivanti dal piano Marshall.

Gli obiettivi dell'OCSE sono; (1) la promozione sostenibile della crescita economica; (2) maggiore occupazione; (3) il miglioramento degli standard di vita; (4) garanzia della stabilità finanziaria; (5) supporto nello sviluppo di altri Paesi; (6) contributo alla crescita del commercio globale.

L’organizzazione suddivide le proprie competenze con altri 100 Paesi ed economie statali. Nel corso dell’anno si tengono delle riunioni durante le quali vengono elaborate misure e scambiate idee. Nel 2007 l’OCSE ha avviato delle trattative di adesione con Cile, Estonia, Russia e Slovenia. Il suo budget è pari a 320 milioni di euro (2009).

L’OCSE sostiene gli Stati membri in ambito fiscale e di politica fiscale nel processo di adeguamento del proprio sistema alle condizioni dell’economia globalizzata. Ai fini di una migliore coordinazione della fiscalità internazionale, l’OCSE ha elaborato il cosiddetto modello di convenzione OCSE inteso a evitare la doppia imposizione.

L'organo decisionale dell'OCSE è il suo Consiglio, che si compone dei rappresentanti di tutti gli Stati membri. Il Consiglio elegge un comitato esecutivo formato da 14 membri ed istituisce comitati secondari e gruppi di lavoro specializzati che si occupano di tutti i settori di attività statali con l'eccezione di guerra, religione e sport. Il Segretario Generale presiede il settore amministrativo. La sede dell'OCSE è a Parigi.
, Datastream, Credit Suisse Economic Research

Anche le prospettive di export delle PMI espresse all’Osec evidenziano un miglioramento del clima export: il valore attuale è di 60,2 punti, contro i 49,5 nel trimestre precedente. Questa cifra è il risultato del clima export delle PMI per il 2° trimestre 2012 e delle esportazioni effettive nel trimestre precedente. Su una scala da 0 a 100, i valori inferiori a 50 segnalano un calo del commercio estero. Dopo essersi arrestato intorno alla soglia di crescita negli ultimi sei mesi, le cifre risultano ora in chiaro progresso. Il 38,0% delle PMI interpellate prevede un aumento delle esportazioni nel prossimo trimestre, contro il 30,3% nel precedente. Solo l’11,5% teme un calo: all’inizio del 1° trimestre 2012, lo paventava il 26,5% delle aziende.

Fonte: Résultats de sondages réalisés auprès d’un panel de plus de 200 PME suisses

L’industria della carta non aggancia la crescita

Secondo il barometro delle esportazioni di Credit Suisse, le vendite all’estero si prospettano leggermente superiori alla media per le industrie del metallo, dell’elettronica e degli strumenti di precisione. Il ramo della carta rimane il più pessimista.

Le prospettive di export delle PMI espresse all’Osec risultano altrettanto divergenti: le aziende che producono beni di consumo sono di gran lunga le più ottimiste riguardo allo sviluppo del loro commercio estero nel 2° trimestre 2012. Positivi si dicono anche i settori chimica/farmaceutica, elettrotecnica, servizi e metalli. All’opposto si trova l’industria della carta, che anche all’Osec indica di attendersi esportazioni in calo nel 2° trimestre 2012.

Le imprese che prevedono un aumento delle vendite all’estero, lo attribuiscono all’innovazione dei prodotti (52% dei riscontri, risposte multiple possibili) e a un marketing rafforzato (49%). Quest’ultimo fattore sembra incidere maggiormente rispetto ai trimestri precedenti. Anche la ripresa del contesto economico è ritenuta più importante (25%).  Le PMI che temono un calo delle vendite all’estero, lo ascrivono prevalentemente alla concorrenza: il 54% cita questo fattore, contro il 45% nel trimestre precedente. Il rallentamento congiunturale non è più così temuto: preoccupa il 42% degli interpellati, contro il 65% nei primi tre mesi dell’anno.

Fonte: Perspectives export des PME de l'Osec

L’Europa si riafferma quale mercato principale

Secondo il barometro delle esportazioni di Credit Suisse, gli attuali impulsi di crescita giungono soprattutto dagli USA e da alcuni paesi emergenti quali India e Taiwan. Si prevede che i mercati europei crescano poco oppure stagnino.

Malgrado il franco forte e la crisi dell’euro, l’Europa rimane di gran lunga il principale mercato dell’export svizzero. Il 95% delle PMI interpellate dall’Osec intende vendervi i loro prodotti nei prossimi sei mesi, contro il 90% nel trimestre precedente (risposte multiple possibili). Il 56% delle aziende esporterà verso le regioni dell’Asia/Pacifico (periodo precedente: il 55%), mentre il 43% preferirà l’America del Nord, il 34% in Medio Oriente/Africa e il 25% l’America Latina.

 

Fonte: Perspectives export des PME de l'Osec

L’apprezzamento del franco preoccupa meno

La problematica monetaria si è attenuata: all’inizio del 2° trimestre 2012, il 64% delle PMI interpellate dall’Osec prevede un rallentamento della crescita dell’export a causa del franco forte, in calo rispetto al 70% e al 73% nei trimestri precedenti. Il ramo dei servizi sembra particolarmente resistente: solo il 36% delle aziende teme effetti negativi. I settori più sofferenti sotto questo aspetto sono i beni di consumo e i macchinari, con il 76% degli interpellati che paventa conseguenze negative.

Il 75% delle imprese ha indicato all’Osec che l’apprezzamento della moneta comprime i loro margini di profitto, contro il 79% nel trimestre precedente. Le industrie più esposte a questa pressione sono i metalli (95%), l’elettrotecnica (82%) e la carta (80%). Il 25% delle PMI, che non temono un’influenza negativa sui margini, ha potuto far valere prezzi più alti.

Metodologia

L’indicatore export è stato sviluppato da Osec e Credit Suisse (CS). I punti forti di entrambi i partner si uniscono per lanciare la nuova unità di misurazione: l’Osec dispone della necessaria vicinanza alle PMI, il CS di un barometro già esistente. L’Osec registra i dati rilevanti sul commercio estero mediante un sondaggio effettuato regolarmente su un gruppo fisso di PMI svizzere rappresentative ed evince così le prospettive di export delle PMI.

Metodologia delle prospettive di export delle PMI espresse all’Osec

Le prospettive di export delle PMI si basano sui sondaggi trimestrali di un gruppo fisso di oltre 200 PMI svizzere che rappresentano i rami farmaceutica/chimica, metalmeccanica, beni di consumo, metalli, carta, elettrotecnica, strumenti di precisione e servizi. Le PMI indicano se prevedono una crescita, una stagnazione o un calo delle loro esportazioni nel trimestre corrente e nel prossimo. Poiché si tratta di previsioni espresse dalle PMI, le attività di export prospettate sono valutate con il 60% mentre le esportazioni nel trimestre corrente con il 40%. L’indicatore delle esportazioni delle PMI può raggiungere valori compresi tra 0 e 100: valori tra 0 e 50 indicano un calo dell’export, mentre i valori tra 50 e 100 significano una crescita. Inoltre, gli interpellati forniscono ulteriori informazioni, per esempio sui motivi della variazione dei loro volumi d’esportazione, sui mercati di export, ecc. Queste indicazioni forniscono un’immagine eloquente delle attività di commercio estero delle PMI svizzere.

Metodologia del barometro delle esportazioni di Credit Suisse

Il barometro delle esportazioni del Credit Suisse utilizza la dipendenza delle esportazioni svizzere dalla domanda sui mercati d’esportazione esteri. Raggruppa gli indicatori precursori rilevanti per l’industria nei 28 principali mercanti acquirenti. In linea di massima, questi indicatori hanno una valenza di circa uno a due trimestri. Sono confrontati con la quota di export dei singoli paesi e raccolti in un unico indicatore. Il barometro delle esportazioni è indicato in scarti medi poiché si tratta di valori standard. La linea zero corrisponde alla crescita media a lungo termine delle esportazioni svizzere del 4,8% dal 1985. La soglia di crescita si situa pertanto sotto la linea zero a circa -1.

Per informazioni dettagliate: Credit Suisse (2009), Commercio estero in Svizzera – fatti e tendenze, Swiss Issues Settori, disponibile su  www.credit-suisse.com/research

Ulteriori informazioni:

Osec
Patrick Djizmedjian, Responsabile Media + Public Relations / Portavoce
Tel. +41 44 365 55 16 / cellulare +41 (0)79 642 88 60, pdjizmedjian@osec.ch

Credit Suisse SA
Claude Maurer, Credit Suisse Economic Research
Tel. +41 44 333 41 90, claude.maurer@credit-suisse.com

Osec

Osec per missione di informare, consigliare e accompagnare le PMI svizzere e del Liechtenstein che intendono cimentarsi nei mercati internazionali. A questo scopo, l’Osec collabora con aziende, portatori di know-how e organizzazioni sia pubbliche che private nel mondo intero per realizzare un’efficace promozione del commercio estero svizzero. Inoltre, l’Osec promuove la piazza economica svizzera nonché le importazioni a favore di determinati paesi emergenti e in via di sviluppo.

Credit Suisse SA

Credit Suisse SA fa parte del gruppo di società del Credit Suisse (di seguito denominato “Credit Suisse”) ed è uno dei maggiori fornitori di servizi finanziari al mondo. In qualità di banca integrata, il Credit Suisse mette al servizio dei suoi clienti il know-how congiunto dei comparti Private Banking, Investment Banking e Asset Management. In particolare offre consulenze specializzate, soluzioni integrate e prodotti innovativi a clienti commerciali, istituzionali e clienti privati molto facoltosi su scala globale nonché alla clientela retail in Svizzera. Il Credit Suisse, la cui sede principale è a Zurigo, è presente in oltre 50 paesi e occupa circa 49’700 persone. Le azioni nominative (CSGN) della società madre Credit Suisse Group AG sono quotate in Svizzera, e, come American Depositary Shares (CS), a New York. Ulteriori informazioni sul Credit Suisse figurano al sito www.credit-suisse.com.

Disclaimer

Questo documento è pubblicato dalla Credit Suisse SA e dall’Osec. Esso non costituisce il risultato di un’analisi finanziaria e pertanto non è soggetto alle “Direttive per la salvaguardia dell’indipendenza dell’analisi finanziaria” emanate dall’Associazione Svizzera dei Banchieri.

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