Austria: il passaggio all’elettricità ecologica induce investimenti miliardari

L’Austria da una svolta alla sua politica energetica e vira al “verde” con una modifica approvata dal Parlamento a inizio luglio. Secondo quanto comunicato dal Ministero dell’economia, 12 miliardi di euroNome della moneta unica dell’Unione europea (UE), che per il momento è stata adottata da 17 dei 27 Stati membri. I seguenti Paesi non fanno parte della zona euro e continuano a usare la loro moneta: Bulgaria, Danimarca, Lettonia, Lituania, Polonia, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Svezia e Ungheria.

Alcuni paesi confinanti con l’UE, così come diverse ex-colonie di Stati membri, usano l’euro come moneta ufficiale oppure per scopi pratici. È il caso, per esempio, di Andorra, Montenegro, Kosovo, San Marino e il Vaticano.

L’euro esiste come moneta scritturale dal 1° gennaio 1999; da questa data, i tassi di cambio delle monete nazionali sono fissi e immodificabili tra loro e rispetto all’euro. Le banconote e le monete euro sono state introdotte il1° gennaio 2002.

L’euro è stato realizzato nell’ambito della cosiddetta Unione Economica e Monetaria (UEM), cui possono partecipare solo Stati membri dell’UE che rispondono a determinati criteri di convergenza (noti anche come parametri di Maastricht). Tali criteri riguardano la stabilità dei prezzi, i tassi di cambio, il debito pubblico e la partecipazione al Sistema Monetario Europeo (SME: si tratta di un sistema per la stabilizzazione dei tassi di cambio delle monete dei Paesi UE). Il loro rispetto è controllato periodicamente nel quadro di un meccanismo per la coordinazione e il monitoraggio delle politiche economiche nazionali. L’intento è di garantire la stabilità dei prezzi negli Stati che hanno aderito all’UEM. Anche la Banca Centrale Europea, che dall’introduzione dell’euro è competente per il controllo e per la politica monetaria, è tenuta a raggiungere questo obiettivo.
saranno investiti fino al 2020 per il passaggio all’elettricità ecologica.

La maggioranza dei fondi sarà destinata alla creazione di nuove capacità produttive basate sulle energie rinnovabili: l’eolico sarà potenziato da 1’000 a 3’000 megawatt mentre il fotovoltaico passerà da 100 a 1’200 MW. La quota-parte del rinnovabile rispetto al consumo totale di energia elettrica passerà dall’attuale 68% all’85% entro il 2020.

Capacità complementari per 5 terawattora saranno a disposizione sin dal 2015 grazie a un importante incremento della forza idrica. Questo potenziamento sarà più che sufficiente per compensare, come richiesto dalla modifica, i 3 terawattora che l’Austria acquista ogni anno all’estero sotto forma di energia nucleare.
 

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